Vieni, taci e ascolta


... un muro di clausura; non si entra
... loro non escono se non per necessità.

... o sono delle insensate... ... o lì c'è un mistero.

Alle porte di questo monastero sorge una domanda:
«A che servono?» La risposta è chiara: « A NULLA ».

Per penetrare nel mistero della loro vita,

per penetrare il senso di ogni vita
quella del laico impegnato
della sposa o dello sposo
quella della madre o del padre di famiglia
quella del sacerdote o del missionario,
bisogna porsi un'altra domanda,

perché un uomo non può definirsi dalla sua "utilità",

dal suo "rendimento"?

Ci si domanda "a che cosa" sono utili una sposa, un padre, una madre di famiglia?
L'amore non si può tradurre in termini di utilità, ma di gratuità.

 

La fede ci rivela che ogni uomo è un chiamato da Dio.

Riceve da Dio la sua vocazione, il suo essere.

Ebbene, Dio non "utilizza" i suoi figli; affida loro una "missione"

perché tutti insieme, con Lui, edifichino il Regno dove Cristo sarà tutto in tutti.

Così non sarebbe meglio domandarsi: "Qual è la MISSIONE che Dio ha affidato alle carmelitane?"


Queste poche pagine vogliono essere semplicemente una guida,
un sentiero che si inoltra nel bosco; forse dopo una frase o tra qualche riga coglierai qualcosa del segreto che ha spinto queste creature a vivere nel silenzio e nella solitudine. Se qualche passaggio ti sembrerà oscuro continua la tua passeggiata pacifica e silenziosa: troverai posti più accessibili... poi ritorna sui tuoi passi... bisogna percorrere spesso la stessa strada per conoscerla davvero, per scoprirvi i fiori nascosti.

 

la vita nel monastero

1. Approcci

LA MIA VITA E' NASCOSTA CON CRISTO IN DIO» Col. 3,3
Più questa vita è “nascosta” in Dio
più bisogna affinare “l’occhio

e l’orecchio” del cuore
per percepirne il senso.

 

Bisogna trovare il tempo per il silenzio

Bisogna trovare il tempo per la preghiera silenziosa.

Bisogna trovare il tempo per essere inutile,

per penetrare l'attività segreta e silenziosa di Dio-Amore nel cuore del mondo,

per capire che vivere alla Sua presenza può bastare a riempire una vita.

 

Ogni vocazione è un mistero,

un disegno d'amore in cui Dio ci invita ad entrare a poco a poco.

 

Apparentemente inutile, la vocazione del Carmelo sembra talvolta incomprensibile;

infatti non si giustifica con nessuna opera esteriore,

ma si situa interamente  nell'ombra,

alla sorgente da cui zampilla ogni vita

là dove ciascuno affonda le sue radici

nel cuore di Cristo
nel cuore del mondo

 

... non è forse a questa profondità che ogni vocazione acquista senso?

 

... o sono delle insensate... ... o lì c'è un mistero.

bisogna trovare il tempo per il silenzio

2. Una chiamata

Se il Cristo non fosse qui...

Non ci saremmo neppure noi.

 

Noi non abbiamo scelto né la solitudine né il deserto,

abbiamo scelto CRISTO.

Egli ci ha chiamate a vivere con Lui nella solitudine e nel deserto.

Bisogna lasciarsi sedurre dal Cristo, averlo conosciuto personalmente,

per abbandonare tutto e seguirlo, là dove ci guida.

 

«La condurrò nel deserto, e là, parlerò al suo cuore». (Os 2,16)

 

E poiché ci ha chiamate nel deserto ci siamo venute:

«Camminiamo insieme, Signore,

andrò ovunque tu andrai,

e passerò dovunque tu passerai».

                                                 S. Teresa d'Avila

 

La grande avventura che si svolge nel cuore del mondo passa attraverso il nostro cuore.

Con la fede,

noi crediamo che è il Cristo

a rinnovare il mondo

toccando il cuore degli uomini.

Con la fede,

noi crediamo che la nostra preghiera

permette a Cristo di agire così

nel mondo.

La vita nuova

che scende in noi con la preghiera, ritorna al Padre

come canto di lode

e di adorazione gratuita.

 

Questa apertura a Dio

è alla radice della fecondità di ogni vocazione.

Dio, se vuole,

può domandare ad alcune persone

di non avere altra missione che questa:

 

ESSERE NELLA CHIESA E NEL MONDO:

UN CUORE CHE ASCOLTA

UNA TERRA CHE ACCOGLIE LO SPIRITO PERCHÉ LA VITA DI GESÙ GERMINI NEL MONDO E LO TRASCINI VERSO IL PADRE.

noi non abbiamo scelto né la solitudine né il deserto, abbiamo scelto Cristo

vieni in disparte

3. Il volto del Carmelo

 

Ogni ordine contemplativo ha il suo volto,

il suo modo personale di rispondere all'appello di Cristo

 

«Vieni in disparte» ...

 

Cerchiamo di scoprire alcuni aspetti caratteristici del Carmelo teresiano.

4. Le nostre radici

... Intorno al 1100 sulla montagna del monte Carmelo, terra biblica, alcuni uomini innamorati di Dio vivono in disparte nella solitudine e nella preghiera: sono degli eremiti chiamati «fratelli della Vergine». Seguono le orme del profeta Elia le cui parole di fuoco illuminano tutta la loro vita.

 

«Vive il Signore al cui cospetto io sto» (1 Re 17,1)

 

«Ardo di zelo per il Signore Dio degli eserciti» (1 Re 19,9)

 

Verso il 1209, un grande Patriarca, Alberto di Gerusalemme, diede loro una regola di vita

approvata da Papa Innocenzo IV nel 1247.

 

E' breve, mira all'essenziale, è basata sulla Scrittura: questi uomini non hanno bisogno di molte leggi se osservano il precetto centrale della loro regola:

«seguire Gesù Cristo... meditare giorno e notte la Parola del Signore».

 

Sopraggiungono le persecuzioni: «i fratelli della Vergine» chiamati anche fratelli carmelitani, emigrano dall'Oriente in Occidente. Si impone un adattamento alla Regola che condurrà ben presto alla mitigazione.

 

Nel 1452 Giovanni Soreth fonda le Carmelitane secondo la regola mitigata.

Nel corso degli anni, in un secolo difficile e carico di avvenimenti la fiamma degli inizi ha perduto il suo ardore.

 

Teresa d'Avila è chiamata a ravvivarla.

vive il Signore al cui cospetto io sto

andariega di Dio

5. XVI secolo: “Andariega di Dio”

 

«No, sorelle mie, non viviamo in tempi in cui

si possa parlare a Dio di affari di poca importanza...»

 

Teresa d'Avila lancia questo grido alle sue figlie nel 1570, secolo d'oro della Spagna dei Conquistadores. Il Concilio di Trento è appena terminato.

Un profondo bisogno di rinnovamento si fa sentire nella Chiesa. Dio, attraverso questa donna di fuoco,

sta per compiere la sua opera.

La spinge a fondare un monastero

che riprenda l'ardore delle origini, la regola primitiva.

Lo vuole per la sua Chiesa e tutto ciò che vuole il Signore lo vuole anche Teresa.

Niente l'arresterà.

 

E nel 1562 fonda il monastero di S. Giuseppe ad Avila...

 

La vita semplice, austera ma gioiosa

delle carmelitane della riforma risplende ben presto.

 

Gli appelli per nuove fondazioni incalzano:

Teresa, infaticabile, diventa l'«andariega», la vagabonda di Dio e fonda monasteri con un equilibrio geniale.

Alle sue figlie dà la regola primitiva che sviluppa in poche pagine: le Costituzioni, nelle quali imprime uno stile di vita secondo il carisma che ha ricevuto da Dio.

Pur ravvivando la fiamma degli inizi Teresa evidenzia con forza la dimensione apostolica del Carmelo.

Pur salvaguardando lo stile di vita eremitico vi aggiunge l'aspetto comunitario.

Nell'insieme sobrietà di leggi, è un'esigenza o una rinuncia totale; in breve: un grande soffio di vita.

un "cuore a cuore" silenzioso con il Signore

6. Al centro della nostra vita Gesù

Liturgia delle ore

 

Sette volte al giorno, con Cristo, rendiamo grazie a Dio, cantando, pre­gando, intercedendo per tutti gli uomini. La celebrazione dell'ufficio di­vino, al Carmelo, manterrà sempre una caratteristica di semplicità.

Al Carmelo l'accento particolare è posto sulla vita di intimità con Cristo incontrato nell'orazione. Ogni giorno due ore sono consacrate a questo «cuore a cuore» silenzioso con il Signore.

Un'ora all'alba

Un'ora al tramonto

Nel silenzio e nella solitudine piena di fede e di speranza ci accostiamo alla preghiera contemplativa: semplice sguardo del cuore verso Dio che lasciamo agire in noi nella fede.

«L'anima si è dedicata,

si è consacrata intera al suo servizio

non ho nulla per me, nulla da fare

ma il mio solo esercizio ora è d'amare»

S. Giovanni della Croce

«... Pregando tutte insieme per i difensori della Chiesa,

per i predicatori e per i dotti che la sostengono,

avremmo fatto del nostro meglio per aiutare questo mio dolce Signore...»

«... Per questo ci ha qui raccolte, questa è la nostra vocazione,

questo il soggetto delle nostre lacrime e delle nostre preghiere...»

S. Teresa d'Avila

con la preghiera apriamo il cuore a Dio

7. Spirito apostolico

 

Se siamo presenti nel cuore di Dio

siamo presenti nel cuore del mondo in modo nascosto ma attivo.

Infatti con la preghiera apriamo il cuore a Dio, nella fede;

permettiamo così all'attività prodigiosa di Cristo-Amore

di operare nel cuore del mondo:

 

è questo il nostro modo di agire e Teresa vuole che agiamo.

 

Il soffio apostolico è una delle componenti essenziali del Carmelo teresiano.

l'amore fraterno scaturisce dall'amore di Dio

8. Amore fraterno

L'amore fraterno scaturisce dall'amore di Dio

come il fiume dalla sua sorgente.

 

Teresa ha voluto che i suoi Carmeli fossero

delle piccole famiglie riunite attorno a Gesù.

Per questo le carmelitane condividono pene e gioie.

Teresa insiste su questo punto:

«Nelle nostre case tutte devono essere amiche,

devono amarsi, devono aiutarsi».

“La carità fraterna è tutto sulla terra,

si ama Dio nella misura in cui la si pratica”.

                                                                 S. Teresa di Lisieux

«Sorelle mie, sforzatevi

di essere più affabili che potete ...

non permettete che la vostra anima

e il vostro cuore si accartoccino...

dovete sforzarvi di essere gaie

con le vostre sorelle»

                                                                  S. Teresa d'Avila

 

la gioia carmelitana, nella sua semplicità,

scaturisce da questo amore.

Si esprime liberamente nelle ricreazioni

che due volte al giorno riuniscono le religiose.

Le piccole feste di famiglia sono occasione

per una distensione necessaria che equilibra la nostra vita.

ciascuna lavora in solitudine

10. Il lavoro

 

Il cuore attento resta ovunque in ascolto di Dio:

all'orazione, nella distensione come nel lavoro.

Questo fa parte integrante della vita di una carmelitana.

Teresa insiste sul lavoro delle mani:

dobbiamo guadagnarci la vita e impegnarci nei lavori domestici.

 

Ciascuna lavora in solitudine per favorire la presenza di Dio.

 

Ciò che conta non è tanto quello che si fa

ma l'amore che vi si mette, e a poco a poco scopriamo, nella fede

l'azione straordinaria dello Spirito, nella banalità dei gesti quotidiani.

 

Vita mariana

Per comprendere meglio la nostra vocazione

dobbiamo contemplare a lungo la Vergine Maria.

custode della Vita

pura trasparenza di Dio.

 

In seno alla Chiesa primitiva Maria viveva nascosta e silenziosa

meditando nel suo cuore la Vita del suo Figlio resuscitato.

Ella non ha mai fatto che questo: accogliere il dono di Dio,

offrirlo al mondo, e il dono di Dio era il suo stesso Figlio.

«Questa gloriosa Vergine veglia sul Carmelo, è il

suo Ordine, ne è la Signora e la protettrice».

                                                                                     S. Teresa d'Avila

Scintille

 

Guizza la fiamma del Signore

scende dal cielo.

Divampa un cuore di Donna a quel contatto

l'Amore si rende visibile...

Da quella fiamma sprizza una scintilla:

si perde, piccola stella, nell'infinito

cerca un cuore

lo vuole accendere e consumare.

Breve è il contatto profonda la ferita...

la scintilla non esiste più.

 

le ricorrenze importanti:

 

16 luglio Solennità della B. V. Maria del Monte Carmelo

1 ottobre Festa di S. Teresa di Gesù Bambino del Volto Santo

15 ottobre Solennità della Santa Madre, Teresa di Gesù

11 gennaio:ricordo della nascita al Cielo della Serva di Dio M. Eletta di Gesù

il monastero e' aperto all'accoglienza

per chi volesse trascorrere

momenti di deserto nella preghiera e nell'intimita' divina

propria del Carmelo Teresiano,

previo appuntamento telefonico 0744 279475